Legge di Bilancio 2026: novità in materia di lavoro
La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) introduce un pacchetto di misure fiscali, contributive e di welfare che incide sul lavoro dipendente e sulle politiche occupazionali.
Sul fronte fiscale vengono rimodulate le aliquote IRPEF: resta il 23% fino a 28.000 euro mentre la fascia 28.000–50.000 euro scende dal 35% al 33%. Per i rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 2024 e il 2026 è prevista una detassazione del 5% sugli incrementi retributivi fino a 33.000 euro di reddito. I premi di produttività diventano più convenienti: l’aliquota agevolata passa dall’attuale 5% all’1% e il tetto massimo sale da 3.000 a 5.000 euro.
Per quanto riguarda il lavoro notturno, festivo e a turni la manovra introduce una detassazione del 15% fino a 1.500 euro per i lavoratori dipendenti privati con reddito fino a 40.000 euro. Nel turismo viene confermato anche per il 2026 il trattamento integrativo speciale del 15% per lavoro notturno e straordinario festivo, esente IRPEF.
Viene rafforzato il welfare aziendale: fringe benefit esenti fino a 1.000 euro (o 2.000 euro per chi ha figli a carico) con possibilità di rimborsare affitto, mutuo e utenze domestiche. Il valore esente dei buoni pasto elettronici sale a 10 euro.
Per famiglie e natalità aumentano flessibilità e sostegni: il congedo parentale può essere utilizzato fino ai 14 anni del figlio e le giornate fruibili tra gli 8 e i 14 anni passano da 5 a 10 all’anno; il Bonus mamme sale da 40 a 60 euro mensili e il bonus annuale passa da 480 a 720 euro per redditi da lavoro inferiori a 40.000 euro.
Lato imprese sono previsti esoneri contributivi fino a 3.000 euro annui per 24 mesi legati alle trasformazioni verso il part-time per genitori con almeno tre figli conviventi e per nuove assunzioni di alcune categorie (giovani, donne svantaggiate, aree ZES). Alcune misure richiedono decreti attuativi.
Sul TFR si introduce dal 1° luglio 2026 l’automatismo verso i fondi complementari: se il lavoratore entro 60 giorni non effettua una scelta, il trattamento confluisce nel fondo previsto dal contratto collettivo. Parallelamente si rafforza l’obbligo di conferimento al Fondo Tesoreria INPS per le imprese che raggiungono i 50 dipendenti, con periodi transitori fino al 2031.
Informativa Legge di Bilancio 2026 – novità in materia di lavoro
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