Buoni pasto 2026: la disciplina e la nuova soglia esente

Dal 2026 la soglia esente sale a 10 euro. Cosa cambia per imprese e lavoratori

Dal 1° gennaio 2026 il valore giornaliero dei buoni pasto elettronici che non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente sale da 8 a 10 euro. La novità è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 14, della [Legge 30 dicembre 2025, n. 199]), che ha modificato l’art. 51, comma 2, lettera c, del TUIR. Resta invece invariata a 4 euro la soglia dei buoni pasto in formato cartaceo.

Si tratta del primo intervento sulla materia dopo la Legge di Bilancio 2020 e conferma una linea ormai consolidata: il legislatore premia il formato digitale, tracciabile e controllabile, e accentua il divario rispetto al cartaceo, destinato a un ruolo sempre più marginale.

Un vantaggio concreto e misurabile

Ipotizzando circa 220 giornate lavorative all’anno, la nuova soglia porta il valore massimo esente a circa 2.200 euro annui per dipendente, contro i 1.760 euro del limite precedente. Per il lavoratore, i due euro in più al giorno si traducono in un incremento del potere d’acquisto interamente esente da imposte e contributi; per l’impresa, nella possibilità di riconoscere un beneficio più elevato senza l’aggravio del cuneo fiscale.

La ragione dell’efficienza dello strumento è nota: entro le soglie di esenzione, il buono pasto non sconta né IRPEF né contribuzione, su nessuno dei due lati del rapporto. A differenza di un pari aumento della retribuzione ordinaria — eroso da imposte e contributi in capo tanto all’azienda quanto al dipendente — il valore del buono spendibile dal lavoratore tende a coincidere con il costo sostenuto dall’impresa.

I vantaggi per l’impresa

Per il datore di lavoro il costo sostenuto per l’acquisto dei buoni pasto costituisce, in linea generale, un costo fiscalmente deducibile; inoltre l’IVA applicata, pari al 4%, è integralmente detraibile. A ciò si aggiungono la natura non retributiva del beneficio — che non incide sul calcolo del TFR e, salvo diversa previsione contrattuale, resta modificabile — e una gestione operativa semplice, oggi prevalentemente digitale, che non richiede l’organizzazione di un servizio di mensa.

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Informativa sui buoni pasto

 

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